Un fornitore cloud subisce un guasto, e sono decine di aziende clienti a perdere l’accesso ai propri strumenti di lavoro per diverse ore. Questo scenario, sempre più frequente, illustra un cambiamento significativo nella cybersicurezza: la minaccia non proviene più solo da un attacco diretto, ma dalle dipendenze digitali tra le organizzazioni. Le tendenze della cybersicurezza del 2026 confermano che proteggere il proprio perimetro non è più sufficiente.
Dipendenze digitali e effetto domino sulla resilienza delle aziende
Il rapporto Threat Landscape 2026 dell’ENISA, pubblicato il 22 settembre 2026, pone l’interconnessione dei servizi e dei fornitori al centro dei rischi. Un’organizzazione può essere colpita senza essere stata direttamente presa di mira, semplicemente perché un fornitore o una piattaforma critica è stata compromessa.
In concreto, immaginate un’azienda che utilizza uno strumento di fatturazione ospitato presso un fornitore cloud. Se questo fornitore subisce un attacco ransomware, l’azienda non può più emettere fatture, anche se i propri sistemi sono intatti. Un attacco su un anello colpisce tutta la catena.
Questa realtà cambia il modo in cui i team di sicurezza devono lavorare. Mappare le proprie dipendenze tecniche (chi ospita cosa, chi ha accesso a cosa) diventa tanto strategico quanto aggiornare i propri firewall. Le organizzazioni che seguono le notizie del sito Cyber sPass trovano regolarmente questo tipo di analisi applicata ai casi concreti del momento.
L’ENISA conferma inoltre che i ransomware rimangono la minaccia a maggiore impatto a breve termine in Europa. La loro efficacia si basa proprio su queste interdipendenze: crittografare i dati di un fornitore chiave può paralizzare decine di clienti a valle.

Campagne di manipolazione assistite dall’IA: oltre il phishing classico
Quando si parla di IA e cybersicurezza, il phishing e i deepfake vengono immediatamente in mente. Ma un fenomeno meno mediatico sta assumendo una dimensione preoccupante: le campagne di manipolazione e di ingerenza straniere (designate con l’acronimo FIMI).
Secondo l’ENISA, le campagne europee di questo tipo assistite dall’IA sono passate da 41 a 147 in un anno, con un aumento del 259 % delle operazioni di influenza manipolata. L’IA non serve qui a rubare una password. Genera contenuti credibili su larga scala per influenzare l’opinione, destabilizzare istituzioni o seminare confusione attorno a eventi sensibili.
Perché è una questione di cybersicurezza e non solo di politica? Perché queste campagne prendono di mira anche le aziende. Un falso comunicato stampa generato dall’IA, diffuso sui social media, può far crollare un’azione in borsa o scatenare il panico tra i clienti di un marchio. Il confine tra disinformazione e attacco informatico si sfuma.
Phishing tramite flusso di autorizzazione: una tecnica che bypassa la password
Per quanto riguarda gli attacchi diretti, il phishing evolve anche. Le tecniche recenti di phishing tramite flusso di autorizzazione del dispositivo consentono agli aggressori di ottenere token di accesso persistenti senza mai rubare la password della vittima.
Il principio: l’utente riceve una falsa richiesta di autorizzazione, simile a quelle generate dalle applicazioni legittime. Validando questa richiesta, concede all’aggressore un token che rimane attivo anche dopo un cambio di password. L’autenticazione a più fattori classica non blocca questo scenario, poiché l’aggressore non ha bisogno del secondo fattore.
Per i team informatici, ciò significa che è necessario monitorare i token attivi e le autorizzazioni concesse ai dispositivi, non solo i tentativi di accesso sospetti.
Conformità normativa in Europa: NIS2 e DORA cambiano le obbligazioni
Due regolamenti europei modificano concretamente ciò che le aziende devono fare in materia di sicurezza informatica:
- La direttiva NIS2 amplia il perimetro delle organizzazioni soggette a obblighi di cybersicurezza. Settori come la gestione dei rifiuti, l’agroalimentare o i servizi postali sono ora coperti, mentre prima non lo erano.
- Il regolamento DORA impone agli attori finanziari (banche, assicuratori, fornitori di servizi di pagamento) requisiti precisi di resilienza operativa digitale, inclusi test di penetrazione regolari e una gestione formalizzata dei rischi legati ai fornitori terzi.
- L’EU AI Act aggiunge un ulteriore livello per i sistemi di IA considerati ad alto rischio, con obblighi di documentazione, supervisione umana e gestione degli incidenti.
La conformità non è più un tema riservato alle grandi aziende. Una PMI che fornisce servizi digitali a un attore finanziario può trovarsi indirettamente soggetta ai requisiti di DORA tramite il proprio contratto di prestazione.

Misure concrete di protezione per le organizzazioni nel 2026
Di fronte a queste evoluzioni, alcune azioni si distinguono per la loro efficacia. Non tutte richiedono un budget consistente, ma tutte richiedono una vera decisione da parte della direzione.
Mappare le proprie dipendenze critiche
Elencare ogni fornitore, ogni servizio cloud, ogni interconnessione con un partner. Per ciascuno, valutare cosa succede se questo anello salta. Le aziende che conoscono le proprie dipendenze reagiscono più rapidamente in caso di incidente.
Monitorare le autorizzazioni e i token attivi
La password da sola non protegge più. È necessario auditare regolarmente i token OAuth attivi, le autorizzazioni concesse alle applicazioni di terze parti e i dispositivi connessi ai conti aziendali. Una sessione dimenticata su un dispositivo non controllato può diventare una porta d’ingresso silenziosa.
Formare oltre il phishing via email
Le formazioni di sensibilizzazione devono integrare le nuove forme di manipolazione: false richieste di autorizzazione, deepfake audio durante le telefonate, campagne di disinformazione mirate all’azienda. Un collaboratore avvertito riconosce anche le manipolazioni che non passano attraverso un’email.
Le minacce alla cybersicurezza del 2026 condividono un tratto comune: sfruttano la fiducia. Fiducia in un fornitore, fiducia in una voce familiare al telefono, fiducia in una richiesta di autorizzazione dall’apparenza legittima. Rafforzare la sicurezza dei dati e la resilienza delle organizzazioni passa ora attraverso una revisione sistematica di questa fiducia concessa per default.



